Terme in Italia
All’inizio del XIX secolo anche le terme italiane promettevano un grande sviluppo anche grazie ai cambiamenti avvenuti in campo politico ed economico; numerosi erano inoltre i medici che proponevano ai pazienti cura all’interno di stazione tremali per mezzo di elementi naturali quali il fango e l’acqua ad esempio.
In Italia però le terme non erano molto frequentate perché l’aristocrazia preferiva visitare le terme che si trovavano in Germania, Francia, Inghilterra e in Belgio, trascurando le strutture italiane.
Molti dei clienti che si recavano nelle terme non lo facevano per reali motivi di salute, ma solo per trascorrere qualche giorno in tranquillità e per intrattenere rapporti sociali; ma i limiti delle terme non riguardavano solamente la poca frequentazione, erano infatti dovuti allo scarso sfruttamento cui venivano sottoposte le sorgenti; si ovviò a questo problema solo nel periodo successivo all’Unità d’Italia, con la costruzione di numerose strutture termali ed alberghi di elevata qualità .
Se si considerano le stazioni termali italiane che operavano intorno al 1880 si può affermare che non fossero propriamente efficienti, per un centro di successo infatti non bastava vantare acque dalle straordinarie qualità curative, c’era bisogno di strutture all’altezza e moderni trattamenti;i complessi termali avevano poi bisogno di pubblicità per essere conosciuti in tutto il paese e in Europa, questa necessità era però estremamente dispendiosa e solamente nei decenni successivi le terme riuscirono a far fronte a questi costi.
All’inizio del 1900 le terme riuscirono a diventare realmente importanti e ad accogliere un maggior numero di ospiti, non solo perché migliorarono le loro presentazione, ma anche perché cambiò lo stile di vita della popolazione e il recarsi alle terme non fu più un’esclusiva della popolazione più ricca, ma anche i cittadini meno abbienti divennero assidui frequentatori dei centri termali.
Negli anni della prima guerra mondiale e del successivo periodo fascista le terme il turismo termale subì un forte arresto e molte strutture furono chiuse; nel frattempo però alcuni centri compresero che il turismo esterno non avrebbe più portato le frequentazioni sperate e vennero così istituite le prime strutture termali statali, e nel 1919 venne fondata l’Associazione degli Stabilimenti per le Cure Idrotermali.
Inizia così un periodo di forte interventismo statale nel settore termale che durerà fino agli anni ‘40, quando nasce il termalismo che sarà definito di massa e le cure svolte all’interno delle terme divennero parte dell’assistenza pubblica.